La caldaia a biomassa è una tipologia di caldaia alimentata da combustibili organici, a differenza delle tradizionali caldaie a metano o a gasolio.
Come azienda attiva da anni nel settore dell’energia rinnovabile e della sostenibilità, noi di Dolomiti Energia abbiamo preparato questa semplice guida per aiutarti a capire come funziona la caldaia a biomassa, quali consumi comporta e perché può esserti d’aiuto per ridurre la spesa per il riscaldamento.
Per caldaia a biomassa si intende un tipo di caldaia che impiega combustibili di origine organica come legna a pezzi, pellet, scarti o rifiuti. Si differenziano dunque dalle caldaie alimentate a combustibili fossili (gas naturale, gasolio, GPL).
Negli ultimi anni le caldaie alimentate a biomasse si stanno diffondendo sempre di più per via dei benefici ambientali che l’utilizzo di questi combustibili comporta: ad oggi, le biomasse costituiscono circa due terzi dei consumi totali di energia rinnovabile nell’Unione Europea (Fonte: Commissione Europea).
Sebbene sia alimentata a biomassa, dato che il pellet è un combustibile organico ricavato dal legno, la stufa a pellet non è annoverabile tra le caldaie a biomassa. Stufe e caldaie, infatti, svolgono funzioni diverse: le stufe servono a riscaldare direttamente l’aria dell’ambiente in cui sono collocate, mentre le caldaie riscaldano l’acqua che alimenta l’impianto di riscaldamento (termosifoni, fan coil o pannelli radianti).
Tra i combustibili da biomasse più comuni troviamo:
il pellet (scarti di legno vergine).
la legna da ardere.
il cippato (scaglie di legno).
scarti agricoli (paglia, noccioli, liquami, rifiuti organici vari).
Il funzionamento di una caldaia a biomassa si articola in 4 fasi:
1) Alimentazione: il combustibile organico viene introdotto nel serbatoio.
2) Combustione: il combustibile viene bruciato nella camera di combustione per produrre calore.
3) Scambio termico: il calore prodotto viene trasmesso all’acqua tramite un apposito componente (scambiatore).
4) Distribuzione: l’acqua riscaldata è convogliata verso i terminali (termosifoni, fan coil o pannelli radianti) dell’abitazione.
In sostanza, il funzionamento delle caldaie a biomassa è praticamente identico a quello delle caldaie tradizionali, con l’unica differenza rappresentata dal tipo di combustibile impiegato (combustibili organici invece che gas o gasolio). Ricorda inoltre che, come le caldaie tradizionali, anche le caldaie a biomasse necessitano di manutenzione almeno una volta l’anno (Fonte: BibLus).
L’utilizzo di biomasse come fonte energetica presenta diversi vantaggi dal punto di vista ecologico. Innanzitutto, si tratta di una fonte di energia rinnovabile, a differenza del gas naturale e del gasolio (una fonte energetica è ritenuta rinnovabile se il suo consumo non supera la velocità con la quale la natura la rigenera). Inoltre, l’utilizzo di biomasse comporta una riduzione delle emissioni di CO2 con relativa compensazione delle stesse, dato che la quantità di anidride carbonica emessa dai combustibili di origine vegetale è pari a quella assorbita dalla pianta durante il suo ciclo vitale. Infine, la necessità di coltivare alberi per produrre combustibile da biomasse può fungere da incentivo alla riforestazione.
D’altra parte, l’impiego delle biomasse può anche presentare degli svantaggi: rispetto al metano, infatti, possono comportare maggiori emissioni di polveri sottili (Fonte: ENEA). Inoltre, la produzione di combustibili vegetali può incoraggiare la deforestazione.
Sì, le biomasse possono essere considerate una fonte di energia sostenibile, ma a determinate condizioni.
Perché le biomasse possano essere considerate sostenibili secondo gli standard europei, infatti, è necessario che producano un risparmio di gas serra di almeno il 35% rispetto ai combustibili fossili. Inoltre non devono essere coltivate in aree ad alto tasso di carbonio, come foreste o zone umide, e le materie prime con cui sono prodotte non possono provenire da terre ricche di biodiversità (Fonte: Unione Europea).
Tra i vantaggi di avere una caldaia a biomassa figurano anzitutto le spese per l’approvvigionamento dei combustibili, tendenzialmente inferiori rispetto alle caldaie a combustibile fossile. Il pellet, per esempio, ha un costo che si aggira sui 35€ a quintale (Fonte: Switcho).
Vi è poi l’aspetto del ridotto impatto ambientale, grazie alla drastica diminuzione delle emissioni CO2: basti che pensare che una casa di 150 m2 con caldaia a biomasse emette 5 tonnellate di CO2 in meno rispetto a una riscaldata con combustibili fossili (Fonte: AIEL). In Italia le caldaie a biomassa sono regolamentate dal D.M. 186/2017, che ha introdotto una classificazione di qualità da 2 a 5 stelle: più stelle indicano minori emissioni, mentre i dispositivi con meno di due stelle non sono commercializzabili.
Tra i possibili svantaggi, le caldaie a biomassa richiedono spazi generalmente maggiori considerando l’ingombro della caldaia, lo stoccaggio del combustibile e un accumulo inerziale che dovrà essere opportunamente dimensionato in base ai fabbisogni. Occorre dunque un locale tecnico dedicato. Anche i costi di installazione sono di conseguenza mediamente più alti rispetto alle caldaie tradizionali.
Il costo di una caldaia a biomassa si aggira di norma tra i 5.000 e i 10.000€. A questo si aggiungono i costi di installazione, che variano a seconda del modello scelto e dell’impianto da sostituire (Fonte: Switcho).
Installare una caldaia a biomassa, considerando solo la manodopera per il montaggio , costa in media tra i 300 e i 700€, a seconda delle dimensioni del modello da installare e delle caratteristiche dell’impianto preesistente (Fonte: Switcho). Eventuali adeguamenti dell’impianto esistente sono da conteggiare caso per caso.
Una caldaia a biomassa può essere più o meno conveniente, a seconda delle caratteristiche dell’edificio in cui la si vuole installare.
In genere, la caldaia a biomassa può avere una maggior convenienza quando l’edificio non è allacciato alla rete di distribuzione del metano e il riscaldamento avviene per mezzo dei radiatori (che devono essere alimentati con acqua ad alta temperatura). Quando l’edificio è ben isolato e i terminali richiedono acqua a bassa temperatura, può invece risultare più conveniente l’installazione di una pompa di calore.
Dal punto di vista della spesa per il combustibile, invece, il vantaggio economico rispetto al GPL e al gasolio è abbastanza netto.
Se vuoi ricevere consigli pratici su come ridurre i costi per il riscaldamento, dai un’occhiata alla nostra guida su come risparmiare sul riscaldamento di casa.
Allo stato attuale delle tecnologie, sul mercato si trovano caldaie a condensazione alimentate a combustibile fossile (gas naturale o gasolio) e caldaie alimentate a biomassa. È inoltre opportuno considerare che, tra le tecnologie per la produzione di calore, si trovano anche le pompe di calore.
La scelta della migliore tipologia impiantistica dipende dalle caratteristiche della tua casa, dalle tue disponibilità economiche e dalle tue esigenze. Per esempio, se stai cercando una soluzione elettrica in grado di riscaldare gli ambienti durante i mesi invernali e, in certi casi, anche raffrescarli in quelli estivi, potresti valutare l’installazione di una pompa di calore. Per saperne di più, visita la pagina del nostro servizio di Pompa di calore per la casa.
Va inoltre considerato che le caldaie alimentate a combustibile fossile ad oggi non godono di nessuna forma di incentivazione. Per le caldaie a biomassa e per le pompe di calore, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, è invece possibile ottenere l’incentivo previsto dal Conto Termico 3.0 oppure la detrazione fiscale prevista dall’Ecobonus.
Una caldaia a biomassa consuma quotidianamente circa 15 kg di pellet, per un costo medio di 6-7 euro al giorno (Fonte: InfobuildEnergia).
Tieni presente che il consumo di una caldaia a biomassa dipende anche dalla qualità del pellet: più il pellet utilizzato è di alta qualità e minore sarà la quantità necessaria per riscaldare.
L’installazione di una caldaia a biomassa è tra gli interventi di efficientamento energetico che danno diritto all’incentivo Conto Termico 3.0, introdotto con il D.M. 07/08/2025 e consistente in un contributo a fondo perduto che ricopre una percentuale delle spese sostenute per l’installazione della caldaia. Per saperne di più, ti rimandiamo al nostro articolo Conto Termico 3.0: la guida completa agli incentivi GSE.
Come realtà attiva nel settore della sostenibilità e delle energie rinnovabili, Dolomiti Energia offre soluzioni utili per ottimizzare i consumi e migliorare l’efficienza energetica della tua casa o della tua azienda. Con i nostri servizi per la riqualificazione energetica della casa e l’efficientamento energetico aziendale mettiamo a tua disposizione l’assistenza dei nostri consulenti per guidarti passo passo nella scelta degli interventi più indicati per contenere i consumi e ridurre l’impatto ambientale.
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