Mercato libero del gas naturale

Approfondimenti

Il monopolio legale nato nell'immediato dopoguerra con la nascita dell'ENI, anche attraverso società controllate, è durato fino ai primi anni del ventunesimo secolo.
L'impulso al processo di liberalizzazione è stato dato dal diritto comunitario (Direttiva 98/30/CE del 33 giugno 1998) con l'ottica di superare i sistemi monopolistici esistenti e con lo scopo di creare un mercato dell'energia.
Possiamo ritenere quindi che il sistema monopolizzato dell'energia subisce un cambiamento con la data del 23 Maggio 2000 quando è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 164, il cosiddetto decreto Letta.

D.Lgs. 164/00
“Nei limiti delle disposizioni del presente decreto le attività di importazione, esportazione, trasporto e dispacciamento, distribuzione e vendita di gas naturale, in qualunque sua forma e comunque utilizzato, sono libere”. 

Recependo una direttiva europea, il decreto noto come decreto Letta (da Enrico Letta, all'epoca ministro dell'Industria), ha stabilito che dal 1 gennaio 2003 tutti i clienti, anche i piccoli consumatori, fossero liberi di acquistare il gas dal fornitore prescelto e che fossero completamente libere le attività di importazione, trasporto e dispacciamento, distribuzione e vendita di gas naturale
Il mercato si è avviato a divenire concorrenziale: più operatori sul territorio vendono il gas naturale proponendo offerte diversificate e facendosi quindi concorrenza.
La via scelta per aprire il mercato è stata quella di scomporre e suddividere su più soggetti le varie fasi che contraddistinguevano la vendita del gas ai clienti finali (unbundling).
Per arrivare a questo risultato le società sono state obbligate a suddividere le proprie attività fra soggetti giuridici diversi (separazione societaria).
Il decreto legislativo n.164/00 stabilisce pertanto che chi vende il gas al cliente finale deve necessariamente essere una società di vendita autorizzata alla sola vendita dell’energia e non può essere coincidente con il soggetto distributore.
Il cliente finale, pertanto, non acquista il gas dall'impresa che lo “distribuisce” (cioè quella che fisicamente porta il gas al contatore attraverso la rete), ma dalle aziende che sono state autorizzate alla “vendita” dal Ministero delle Attività Produttive.
Con la liberalizzazione, quindi sono nate nuove società di vendita di gas.
I distributori, società nate per effetto dell’unbundling voluto dal decreto Letta, effettuano il solo trasporto del gas per conto delle aziende di vendita, e sono obbligati a offrire a tutti i venditori condizioni identiche e senza discriminazioni per le proprie prestazioni.
Le società di distribuzione sono inoltre responsabili della manutenzione, della sicurezza e dello sviluppo della rete di trasporto stessa.

Se desideri maggiori informazioni sulla liberalizzazione del mercato del gas naturale:
http://www.autorita.energia.it/consumatori/consumatori_gas.htm
 

Le domande ricorrenti dei clienti sul mercato libero del gas

Chi è il cliente idoneo

Chi non ha ancora optato per nessuna offerta commerciale sul gas. Come definito anche dall’Autorità, il mercato libero del gas naturale è costituito dai cosiddetti "clienti idonei", ossia quelle persone fisiche o giuridiche che hanno la capacità di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista sia in Italia sia all’estero.

Quando posso scegliere una nuova offerta?

Un’opportunità libera in qualsiasi momento. Il cambio di fornitore è un’opportunità offerta dalla liberalizzazione e può essere fatto in qualsiasi momento, quando il consumatore (cliente idoneo) lo ritiene opportuno. Chi non cambia venditore usufruisce delle condizioni economiche standard dell’Autorità. Tutti i venditori devono sempre includere tra le proprie offerte ai clienti domestici anche le condizioni di riferimento dell’Autorità; i clienti sono quindi liberi di sceglierle tra queste condizioni di riferimento (scheda di confrontabilità) e le nuove offerte. Per i soli clienti domestici è possibile ottenere le condizioni di riferimento definite dall’Autorità, sia se stipulano un contratto per la prima volta sia se intendano riottenere le condizioni di riferimento dopo essere passati al mercato libero.

È facile passare da un fornitore all’altro? con quali costi ?

Cambiare fornitore di gas non costa. Se un’offerta sembra conveniente, basta stipulare il contratto con il nuovo fornitore prescelto: sarà lui ad inoltrare per conto del nuovo cliente la richiesta di recesso al vecchio venditore e ad occuparsi delle procedure per attivare la nuova fornitura. Per cambiare fornitore non occorre alcun intervento sugli impianti: cambia infatti solo la gestione commerciale e amministrativa della fornitura. Una volta completato il passaggio sarà il nuovo fornitore ad inviarvi le bollette e la continuità e sicurezza del servizio deve restare assicurata. La data prevista per il passaggio effettivo al nuovo fornitore deve essere comunicata al momento della sottoscrizione del contratto.

Dopo quanto tempo si può cambiare la propria scelta?

Chi ha scelto un nuovo venditore può sempre cambiare scegliendone liberamente un altro, oppure tornare alle condizioni dell’Autorità. L’Autorità ha fissato tempi favorevoli ai consumatori per esercitare il “diritto di recesso” che estingue un contratto.

Rimane garantita la sicurezza degli impianti?

Nel mercato liberalizzato del gas rimangono garantiti tutti i livelli e le procedure di sicurezza, con competenze che riguardano sia il fornitore che il distributore. Si ricorda che fornitore o venditore è l’azienda che invia la bolletta, con cui si firma il contratto di “vendita” del gas; il distributore invece è un’altra azienda che, in una certa area, gestisce “i tubi” (la rete di distribuzione) per fare arrivare il gas fino alle case.

In caso di guasti a chi mi rivolgo?

Al proprio venditore. Se il contatore si blocca o registra i consumi in modo anomalo, senza che si verifichino dispersioni di gas, ci si deve rivolgere al proprio venditore per segnalare il problema ed eventualmente chiedere una verifica tecnica del contatore. Il venditore trasmetterà la richiesta di intervento al distributore: è lui che deve fare la verifica e, se il guasto è confermato, sostituire (gratuitamente) il contatore e ricalcolare i consumi. Al proprio distributore. Se invece il guasto provoca una fuga di gas occorre telefonare immediatamente al servizio di pronto intervento, gestito dal distributore che ha l’obbligo di intervenire. Il numero telefonico da chiamare è indicato in bolletta e non cambia in caso di cambio del venditore. Per ogni tipo di reclamo ci si deve invece rivolgere al fornitore con cui si è firmato il contratto.

Chi leggerà il mio contatore?

Solo incaricati designati. La lettura del contatore del gas deve sempre eseguita dall’impresa di distribuzione, a meno che il nuovo venditore prescelto non si impegni ad effettuare direttamente le letture, tramite propri incaricati. Sarà comunque il fornitore a stabilire nel contratto la periodicità della lettura, obbligatoria almeno una volta all’anno, a calcolare quanto dovuto per il gas consumato e ad emettere la bolletta per il pagamento.